NUNZIA ANTONINO in “Capaci di cambiare”

NUNZIA ANTONINO in “Capaci di cambiare”

20 febbraio 2020 – ore 21

Nunzia Antonino, attrice e danzatrice, formatasi all’Accademia d’Arte Drammatica, ha studiato con Pierre Byland, Giancarlo Sammartano, Jean Claude Penchenat, Guido De Monticelli; lavorato con Mario Scaccia, Franco Però, Adriana Innocenti, Ferruccio Soleri, Adriana Asti, Giancarlo Sepe. Tornata  a vivere in Puglia, è stata diretta da Teresa Ludovico, Micha Van Hoecke e Carlo Bruni. Ha recitato nei principali teatri e festival europei, con tournèe anche in Giappone, Australia e Sud America. Fra le sue interpretazioni più recenti da protagonista: Bella e Bestia, Lezioni di Piano, L’Amante, I Reduci, Passioni e Lenòr: un concerto teatrale con le Faraualla su Eleonora de Fonseca Pimente.
“Capaci di cambiare” dedicato alle vittime pugliesi di mafia con l’attrice biscegliese Nunzia Antonino e il fisarmonicista Vince Abbracciante.

Vince Abbracciante – fisarmonica, organo, tastiere.
<È la stella nascente della fisarmonica in Italia, dotato di una tecnica notevole, un senso profondo del blues e dello swing. Padroneggia la fisarmonica come pochi e suona con talento qualsiasi genere musicale.>

“Capaci di cambiare” è un passaggio del celebre discorso della vedova di Vito Schifani, uno dei componenti della scorta del giudice Giovanni Falcone, vittima della strage di Capaci.

Lo spettacolo è uno spaccato di impegno civile frutto della sinergia con Libera, l’associazione di don Ciotti impegnata anche in Puglia nell’organizzazione di eventi contro le mafie e mette insieme alcuni testi tratti dal libro antologico «Non a caso» curato per le edizioni La Meridiana da Daniela Marcone nel quale scrittori e opinionisti raccontano alcune figure rimaste vittime della mafia alla quale si erano opposti.

Le storie sono quelle di Francesco Marcone, direttore dell’ufficio del registro di Foggia ucciso per aver denunciato truffe di falsi mediatori, di Hyso Telharaj, albanese di Valona e pugliese di adozione, morto a 22 anni per essersi opposto ai caporali, del biscegliese Sergio Cosmai, direttore del carcere di Cosenza, ucciso per essersi opposto al controllo della criminalità organizzata all’interno del carcere che dirigeva, della mesagnese Marcella Levrano, morta lapidata dalla Sacra Corona Unita per aver rivelato i nomi dei suoi fornitori di eroina, di Donato Diego Maria Boscia, ingegnere di Corato ucciso dalla mafia siciliana per essersi opposto alle infiltrazioni mafiose nel cantiere che dirigeva sulla costruzione dell’acquedotto di Palermo, e di Rosario Di Salvo, l’autista barese ucciso con l’amico Pio La Torre dalla mafia siciliana.

https://www.facebook.com/nunzia.antonino





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